Comunicato del 21/01/2010
Competitività delle imprese senza la "tassa" della criminalitÃ
“Imprese più competitive senza la tassa della criminalità” è il titolo del convegno organizzato da Confcommercio Campania d'intesa con Confcommercio nazionale al quale hanno preso parte, tra gli altri, il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli, il ministro dell’Interno Roberto Maroni, il presidente di Confcommercio Campania Maurizio Maddaloni, ed il presidente della Commissione sicurezza e legalità di Confcommercio Luca Squeri. Temi “centrali” del convegno, l’evoluzione del fenomeno criminale in Italia, l’impatto della criminalità sull’economia e sulle imprese e le iniziative ritenute efficaci a sostegno delle Pmi. La competitività delle piccole e medie imprese italiane e' frenata maggiormente da abusivismo e contraffazione commerciale, oltre che dall'azione della criminalità. Secondo una ricerca Confcommercio-Format, i fenomeni criminali che più incidono negativamente sulla competitività delle Pmi riguardano l’abusivismo (24,8%), la contraffazione commerciale (22,2%) e l’azione della criminalità (15,6%). Aumentano le Pmi che spendono in sicurezza (+5,3% nel 2009 in confronto al 2008) e si spende di più per proteggersi dalla criminalità. Il 22,2% delle imprese destina oltre il 5% dei ricavi ai costi per la sicurezza (+8,4% nel 2009 rispetto all’anno precedente). Migliora, però, la percezione del livello di sicurezza degli imprenditori. Infatti, solo l’11,2% si sente meno sicuro nel 2009, contro il 24,5% del 2008. Cresce la fiducia delle Pmi verso le forze dell’ordine (+7,9% nel 2009 rispetto al 2008) e verso il Governo (+8% nel 2009 in confronto all’anno precedente). I soggetti che le imprese sentono “più vicini” sono le forze dell’ordine (41,2%) e le associazioni di categoria (22,2%). Tra le iniziative ritenute più efficaci per ridurre il rischio dei fenomeni criminali (furti, rapine, estorsioni ed usura) le Pmi indicano le pene più severe e la certezza della pena (93,1%), una maggiore collaborazione tra gli imprenditori e le forze dell'ordine sul territorio per affrontare i problemi della sicurezza (89,9%; +4,7% rispetto al 2008). L’incidenza della criminalità, nelle sue varie forme, sulla competitività delle piccole e medie imprese è ancora più forte e dirompente in Campania che non nel resto del Paese. L’abusivismo pesa sulla competitività del 31,4% delle Pmi (+6,6% rispetto al dato nazione), la contraffazione commerciale per il 28% (+5,8%) e l’azione della criminalità per 24,3% (+8,7%). Quasi un’impresa su due ritiene che l’effetto più preoccupante della contraffazione sia lo sfruttamento del lavoro nero.
In allegato l'Istant-magazine realizzato durante il convegno