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Agevolazioni prima casa: sospensione ampia dei termini

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Fra le agevolazioni sull’acquisto della prima casa è doveroso tenere in considerazione il pagamento delle imposte di registro, una percentuale tutt’altro che insignificante che grava direttamente sul prezzo dell’immobile.

L’emergenza sanitaria che noi tutti stiamo vivendo ha causato e continua a determinare sospensioni e rinvii di varia natura, soprattutto per quanto riguarda la decorrenza dei termini di numerosi adempimenti, di cui sono un esempio il pagamento delle aliquote IRPEF e del bollo auto. A tal proposito, lo Stato ha previsto anche una sospensione ampia dei termini relativa alle scadenze che regolano la compravendita di un immobile per il quale si è beneficiato delle agevolazioni prima casa; vediamo nel dettaglio in cosa consiste tale sospensione.

Le agevolazioni prima casa e l’imposta di registro

L’imposta di registro è una tassa che viene applicata su ogni compravendita di un immobile, indipendentemente dalla categoria catastale di quest’ultimo. Quando l’oggetto dell’acquisto è una civile abitazione destinata a diventare la prima casa dell’acquirente, la Legge prevede il pagamento di un imposta di registro ridotta; infatti, si scende dal 9% sul prezzo d’acquisto al 2% (fino a pochi anni fa l’aliquota era pari al 4%). In pratica, se un’abitazione ha un costo di 100 mila euro e s’intende usufruirne come prima casa, anziché versare all’erario una cifra pari a 9 mila euro, il contribuente deve pagare una quota più bassa e pari a 2 mila euro, il 2%. Precisiamo inoltre, per coloro che non avessero dimestichezza con l’argomento, che per prima casa s’intende l’abitazione principale, esattamente quella in cui si vive, mentre non si parla assolutamente di prima volta in assoluto in cui si sottoscrive un contratto di compravendita relativo a un immobile. Per questi motivi, una prima casa deve rispondere a determinate condizioni senza le quali si parlerebbe di seconda casa o di un altro tipo d’immobile di proprietà con altre caratteristiche; tali condizioni sono esattamente le seguenti:

– obbligo per l’acquirente di prendere residenza anagrafica nell’immobile acquistato entro 18 mesi dal rogito notarile;
– obbligo di rivendere l’eventuale immobile acquistato precedentemente già beneficiando delle agevolazioni prima casa entro un anno dalla compravendita della nuova abitazione.

In cosa consiste la sospensione ampia dei termini relativa alle agevolazioni prima casa

Sulla base di quanto affermato, esistono dei termini temporali che devono essere rispettati per evitare di dover corrispondere l’aliquota massima dell’imposta di registro comprensiva di sanzioni; infatti, l’Agenzia delle Entrate svolge un controllo capillare su questo tipo di transazioni, verificando se qualcuno cerca di acquistare più immobili pagando una tassa pari al 2%. Tuttavia, l’emergenza sanitaria ha causato non pochi grattacapi a tutte le persone; per quanto riguarda l’acquisto della prima casa, il problema maggiormente in evidenza è la necessità di vendere l’abitazione già comprata in precedenza entro 12 mesi dalla nuova compravendita. A tal proposito, la sospensione ampia dei termini promossa del Governo è stata studiata ad hoc per evitare di incorrere ingiustamente nel pagamento di un’imposta di registro del 9%, in quanto la pandemia ha impedito alle agenzie immobiliari e alle imprese edili di lavorare ed è stato impossibile per tutti usufruire delle tempistiche necessarie per adempiere ai propri doveri.

La sospensione ampia dei termini nel dettaglio

Per avere un’idea chiara di cosa significhi usufruire della sospensione ampia dei termini è necessario fissare delle date. Il Governo ha stabilito Con i decreti-legge che a partire dal giorno 23 Febbraio 2020 fino al 31 Dicembre 2020 compreso sia possibile considerare una pausa, da aggiungere quindi al periodo di un anno già a disposizione per vendere la casa di proprietà acquistata con le agevolazioni; con l’arrivo del giorno 1 Gennaio 2021 i termini ricominceranno a decorrere regolarmente.
Facciamo ora un rapido esempio relativo a tale situazione: se un soggetto ha acquistato un immobile al 1 Novembre 2019 usufruendo delle agevolazioni prima casa ed era già in possesso di un’abitazione acquistata precedentemente con le stesse modalità, avrebbe dovuto vendere l’immobile originario entro la fine di Ottobre 2020, pena il pagamento di un’imposta di registro apri al 9%, maggiorata di sanzioni relative al ritardo accumulato. La situazione determinata dal Covid-19 ha fatto si che i termini siano stati sospesi a partire dal 23 Febbraio 2020; questo significa che tale soggetto può stornare i mesi trascorsi da tale data fino alla scadenza di un anno relativa alla sua compravendita, precisamente 8 mesi e una settimana circa (Ottobre 2020), e approfittare di una nuova decorrenza che partirà il 1 Gennaio 2021 per terminare intorno al 7 Agosto 2021.