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Prima casa, stop alle procedure esecutive fino a fine anno

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Prima casa, stop alle procedure esecutive

Il senso dei provvedimenti sulle prime case dei vari Decreti Legge emanati da questa estate fino ad ora è piuttosto chiaro, non deve finire per strada nessuno. Gli sfratti sono già stati sospesi fino alla fine del 2020, adesso è il turno dei pignoramenti per tutti coloro che non riescono a pagare le rate del mutuo. Quindi fino alla fine dell’anno chi ha una casa può mantenerla.

Le novità del Decreto Ristori

Prima casa, stop alle procedure esecutive, bloccati i termini fino al 31/12/2020. Il Decreto Ristori 137/20, non ancora diventato legge definitiva, il Senato infatti lo sta ancora esaminando, darebbe un aiuto alle persone che in questo difficile momento non riescono a pagare le rate del mutuo e quindi sono insolventi con procedure esecutive del tribunale per vendite all’asta o pignoramenti

Il Decreto Ristori

Il governo con questo provvedimento ha inserito varie misure per indennizzi e rimborsi a favore delle imprese che sono state costrette a ridurre l’orario di lavoro oppure alla chiusura momentanea in seguito alle misure per il contenimento della pandemia da Covid-19. Nell’articolo 7 di questo provvedimento spunta a sorpresa una disposizione che blocca la vendita della prima casa all’asta.

Inoltre all’interno dello stesso articolo viene stabilita l’inefficacia di tutte le procedure esecutive della stessa tipologia, effettuate dal 25/10/2020, fino alla data in cui è entrata in vigore la legge di conversione. Tale conversione deve avvenire entro due mesi dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale e quindi si arriva alla fine dell’anno. Si tratta della seconda sospensione. La prima era stata inclusa nel Decreto Cura Italia 18/20. L’ordinamento riguardava la sospensione fino al 30/10/2020 di tutte le procedure esecutive, sull’intero territorio nazionale, di pignoramento immobiliare avente come oggetto la prima casa del debitore.

Un salvagente fino al 2021

Queste nuove disposizioni approvate da poco non sono le uniche ancore di salvezza per chi è in cattive acque e sta tentando con tutti i mezzi possibili di salvare la prima casa. Infatti tutti i consumatori che per vari problemi non sono riusciti ad adempiere al pagamento delle rate e si ritrovano con il pignoramento dell’immobile possono rinegoziare il mutuo. A prevederlo è l’articolo 41-Bis, del Decreto Legge 124/19. Questa disciplina va considerata come eccezionale e irripetibile e sarà in vigore fino al 31/12/2021. In pratica bisogna presentare un’istanza per la rinegoziazione del mutuo nel caso in cui la prima casa è stata oggetto di pignoramento dal 1/01/2010 al 30/06/2019.

Tre condizioni per poter accedere alla procedura

Per poter effettuare la richiesta della rinegoziazione straordinaria devono sussistere contemporaneamente tre condizioni:

• Non deve esserci nessun altro creditore nella procedura per il pignoramento ad eccezione del creditore che sta procedendo;
• Il debitore, non che il proprietario della prima casa, deve aver già rimborsato almeno il 10% del capitale del mutuo ipotecario richiesto per poter presentare l’istanza della rinegoziazione;
• Il debito nel suo complesso non deve essere superiore ai 250mila euro.